Da pochissimo annunciata e già sulla bocca (e nella lista dei desideri) di tutti gli appassionati, la Mi Band 3 sta monopolizzando l’attenzione macinando preordini per l’uscita solo in territorio cinese. Già da un po’ circolavano immagini leak delle nuove schermate e l’apparizione al polso degli esponenti di Xiaomi di una smartband sconosciuta aveva incrementato l’hype per questa nuova versione della celebre Mi Band 2.

Parlando da fierissimo possessore di Mi Band 2, però, posso dire che le novità introdotte non mi hanno lasciato a bocca aperta ed anzi, mi hanno lasciato il pensiero che in fin dei conti la Mi Band 2 non sia poi così obsoleta.

Le novità della Mi Band 3 

La più grande novità che salta subito all’occhio è il nuovo schermo, un touch screen da 128×80 px (a differenza dei precedenti 72×40 non touch). Questo schermo più grande e touch permette di visualizzare più informazioni ed una miglior interazione con il dispositivo attraverso le gesture ed il classico bottone capacitivo ereditato dal suo antenato.

Il nuovo design è molto interessante e personalmente molto bello anche se lascia alcuni dubbi sulla resistenza  del vetro avendo i bordi scoperti creando l’effetto 2.5D.

Oltre a questo abbiamo tutto un nuovo set di connettività passando del vecchio Bluetooth 4.0 alla versione 4.2 che permette di usare il bluetooth a basso consumo energetico, andando ad influire meno sulla durata della batteria. Novità anche la connessione NFC che permetterebbe pagamenti e soprattutto lascerebbe spazio a sviluppatori per integrare funzioni utili.

Essendo NFC una tecnologia ancora poco usata verranno messe sul mercato 2 versioni con e senza NFC con una leggerissima differenza di prezzo.

La batteria è stata incrementata dai vecchi 70mah agli attuali 110mah. Nonostante questo upgrade, però, la durata si attesta sempre sui 20 giorni dichiarati da Xiaomi come per la precedente Band.
L’aggiunta dello schermo ha aumentato i bisogni energetici del device e proprio per questo, nonostante la nuova batteria, la Mi Band 3 non riesce a superare la prova dei 30 giorni di autonomia. La nuova componentistica interna, ed in particolar modo la batteria maggiorata, ha contribuito ad aumentare il peso della calotta centrale dai vecchi 7 grammi agli attuali 8.5 grammi, con un incremento del 20%.

È stata anche migliorata la resistenza all’acqua, permettendo un’immersione fino a 50 metri con una certificazione IP68.

Le novità software

Xiaomi ha lavorato molto sul suo ultimo dispositivo indossabile aumentando la precisione di tutti i sensori disponibili permettendo un calcolo più preciso dei passi e delle pulsazioni. Questo ha portato anche ad un miglioramento del tracking delle attività fisiche a cui si aggiunge il nuoto, praticamente impossibile da monitorare con la Mi Band 2. Grande novità è la gestione completa delle notifiche del nostro smartphone a cui, oltre che alle funzioni già presenti sulla vecchia versione,  vengono aggiunte la possibilità di leggere i messaggi e le previsioni del tempo.

In conclusione: conviene passare da Mi Band 2 a 3?

Secondo il mio parere le novità portate non giustificano il passaggio alla nuova smartband di casa Xiaomi. Ciò che più mi interessa sono il Bluetooth 4.2 e l’ottimizzazione software del monitoraggio delle attività ma non ritengo valga il passaggio alla nuova versione. Lo sbalzo generazionale fra la prima e la seconda Mi Band è stato veramente importante e, sfortunatamente, non si è rivista nella nuova versione.

In tutti i modi aspetto di avere il dispositivo sotto mano per decretare se Mi Band 3 potrà essere ricordata come degno successore dell’immortale e rivoluzionaria Mi band 2.


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